LE MASCOTTE DI TOKYO 2020

Quest’anno dopo varie posticipazioni si terranno a Tokyo le Olimpiadi 2020. Potremmo vederle dal 23 Luglio al 8 Agosto, mentre le Paralimpiadi si terranno dal 24 agosto al 5 settembre 2021.

Tutti e due gli eventi hanno le loro mascotte; stiamo parlando di Miraitowa e Someity; Miraitowa è la mascotte delle olimpiadi, mentre Someity è la mascotte delle paralimpiadi.

Miraitowa e Someity sono una coppia di amici che sembra uscita direttamente da un anime giapponese. Apparentemente simili, i due sono in realtà molto diversi.

La mascotte delle olimpiadi Miraitowa ha lo stesso pattern blu e bianco che è rappresentato sul simbolo delle olimpiadi. Il suo carattere è ispirato da un proverbio giapponese che dice di imparare dalle cose passate e ottenere una nuova saggezza da loro, è molto atletico e ha un forte senso della giustizia.

Il nome Miraitowa deriva dalle parole giapponesi Mirai (futuro) e Towa (eternità); il nome è stato scelto per promuovere un futuro pieno di speranza, nel cuore delle persone di tutto il mondo.

La mascotte delle paralimpiadi Someity rappresenta invece un contatto con la natura, grazie ai suoi sensori posizionati ai lati della faccia che hanno l’aspetto dei fiori di ciliegio. Il suo carattere è generalmente tranquillo, ma può dimostrare una grande forza se necessario.

Il nome Someity, mascotte delle paralimpiadi, è stato ispirato invece dalla parola “Someiyoshino”, un famoso tipo di fiore di ciliegio, e dalle parole “so mighty” che in inglese significano “così potente”. La caratteristica di questa mascotte è quella di trasmettere una grande forza mentale e fisica, che rappresenta quella degli atleti paralimpici che sono riusciti a diventare campioni e a distinguersi da molti altri.

Entrambi hanno dei super poteri: Miraitowa può spostarsi in maniera velocissima da un posto all’altro, mentre Someity può mandare e ricevere messaggi telepatici, oltre a spostare le cose col pensiero.

“Oshiri pen pen”

Ciao a tutti, questa è la terza immagine della nuova rubrica settimanale, dedicata alle gestualità nipponiche.

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Simpatiche illustrazioni mostreranno le posture ed i movimenti da compiere.

Seguiteci, portebbero servirvi per il prossimo viaggio, e sembrare così meno Gaijin (外人 gaijin).

SHIBUYA 渋谷区

Shibuya è un distretto di shopping e svago nella zona centrale di Tokyo dove potete trovare esattamente la traduzione materiale dei vostri sogni. L’animata folla di persone e le insegne neon vi lascerà a bocca aperta, dandovi un’atmosfera completamente diversa dal tradizionale quartiere di Asakusa.

Quando visitare Shibuya? Eh, ogni ora è buona!?!

Durante il giorno potete fare shopping e assaporare dell’ottimo cibo tradizionale, ma alla sera … Shibuya si popola come non mai, diventando luogo di ritrovo per tutti i giovani di Tokyo.


Cose da fare a Shibuya

1. Foto con Hachikō

Simbolo della tradizione giapponese, situato proprio all’uscita della metropolitana, la statua del cane più fedele di tutto il mondo, Hachikō. Fu un cane di razza Akita, diventato famoso per la sua totale fedeltà nei confronti del suo padrone, il Prof. Hidesabuo Ueno. Dopo l’improvvisa morte di quest’ultimo, Hachikō si recò ogni giorno, per dieci anni, ad attenderlo alla stazione di Shibuya dove l’uomo prendeva abitualmente il treno pe recarsi al lavoro. Hachikō divenne così simbolo di affetto e lealtà. Nel 1935 gli fu così dedicata la statuaBeh la foto è d’obbligo!

haci

2. Mangiare una ciotola di Ramen da Hokkaido Ramen Kumamatsuri

ristorante

Nella caotica Shibuya, tra luci e grattaceli, puoi trovare sorprese insaspettare. Locale tipicamente giapponese, ordini tammite macchinetta scritta completamente in giapponese (se non conosci il giapponese fatti guidare dalle immagini, scegli quello che otticamente ti piace di più!).

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Qui con pochi Yen mangi un gustosissimo e caldissimo piatto di ramen. Squisito!

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宇田川町26-6
渋谷宇田川店
Shibuya,
東京都 〒150-0042
Japan

3. Partecipare allo “scramble” di Shibuya Crossing

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Shibuya Crossing è l’attraversamento pedonale più trafficato al mondo.

Viene chiamato lo”scramble” percè è costituito da migliaia di persone che cercano di attraversare la strada in tutte le direzioni contemporaneamente. Cercate di non perdervi in mezzo ad esso, ma se vi trovate sul lato sbagliato di dove volevate andare, pensate ad esso come un’altra opportunità di partecipare alla sfida!

Un consiglio: sorseggiate un caffè allo Starbucks di Shibuya Crossing e fatevi ipnotizzare dalla folla di gente che attraversa lo stesso incrocio. Fantastico

4. Visitate Tokyu Hands

Tokyu Hands è un grande magazzino “one stop shop”, che offre tutto ciò che potete immaginare da beni di fai da te e da bricolage a stoviglie e bagagli. Il negozio a Shibuya è il primo Tokyu Hands aperto nel 1976 e offre 8 piani, anche se ogni piano è sfalsato in tre sezioni. Cercate di non perdervi e di non spendere tutti i vostri soldi, cosa che è più facile da dire che da fare!

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5. Fare un giretto a Shibuya 109

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Oh, Shibuya 109! Dove i sogni diventano realtà! Ma dove allo stesso tempo capisci che tutta quella roba non entrerà mai nel tuo bagaglio!!! Shibuya 109 è una Fashion Community, con all’interno una serie di piccoli negozi al dettaglio destinati inizialmente ad un target di donne sui trent’anni, in seguito divenne più conosciuto come una mecca per le giovani donne dalla sottocultura gyaru. C’è anche 109 per uomini proprio dall’altra parte della strada. Preparate il portafoglio prima di entrare, tutto è super かわいい kawaii, ovvero….pucciosamente carino!!!

6. Love Hotel  Hill 

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A Shibuya si trova la maggior concentrazione di love hotel della città. I love hotel sono alberghi pensati per le coppie di innamorati e hanno prezzi convenienti. Spesso le camere sono “a tema”: potete trovare la stanza in stile romantico oppure Hentai, Hello Kitty, sadomaso, Jurassic Park, ecc. ecc.

7. Un giretto a Tsutaya

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Si trova di fronte alla stazione di Shibuya ed è un edificio commerciale. Tra i suoi numerosi piani, potete trovare una libreria specializzata in manga, novel e artbook, Starbucks (dove potete osservare lo “scrumble” in pace), una libreria/cartoleria, un negozio di videogiochi, un negozio di vendita/noleggio DVD.

8. Center Gai

Luogo dove nascono le nuove mode e tendenze giapponesi e spesso luogo di ricerca per grandi marchi- Center Gai è una zona pedonale nel cuore di Shibuya tappezzata di negozi, salegiochi e locali. La sera, infatti, la zona si affolla di clienti dei locali notturni, ristoranti e bar.

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LA STORIA DEL SUSHI

Sushi, un po’ di storia

sushi history 1
sushi history 1

Stupirà molti appassionati di sushi sapere che il loro piatto preferito della cucina giapponese in realtà non ha origini nipponiche.
In effetti, molti elementi fondanti della cultura giapponese, non solo culinaria in realtà, hanno origini straniere. E’ successo spessissimo: con il ramen, il tofu, il tempura, ma anche con il buddhismo Zen o i bonsai. Tutte cose importate in Giappone da paesi esteri, ma che col tempo sono state così modificate, adattate al gusto e allo stile giapponese da diventare qualcosa di molto diverso da ciò da cui hanno avuto origine, tanto da poterle ormai tranquillamente definire propriamente e originariamente nipponiche.

Le origini del sushi

Le origini del sushi risalgono al quarto secolo. In varie zone del sud est asiatico era diffuso un particolare metodo di conservazione del pesce. Esso veniva eviscerato, salato e posto in mezzo a riso cotto. La fermentazione del riso provocava l’aumento dell’acidità dell’ambiente in cui si trovava il pesce che poteva così durare anche vari mesi, essere trasportato e stoccato. Al momento di consumare il pesce così conservato, il riso però veniva eliminato.
Questa tecnica di conservazione del pesce venne introdotta in Giappone dalla Cina o dalla Corea assieme alla coltivazione del riso tra il terzo e l’ottavo secolo e in alcune regioni è ancora in uso con il nome di Narezushi oFunazushi a seconda della zona di produzione e del pesce utilizzato.

La prima evoluzione

Con il periodo Muromachi (1336-1573), si incominciò a non buttare più il riso fermentato, ma a consumarlo assieme al pesce. Questo tipo di sushi prese il nome di Namanare. Il sushi si stava gradualmente trasformando da semplice metodo di conservazione del pesce a ricetta vera e propria. Il palato giapponese era ormai abituato ad apprezzare il particolare gusto del pesce semicrudo assieme a riso acidulo e si incominciò a riprodurre questo tipo di abbinamento non con la fermentazione, ma con l’aggiunta di aceto al riso bollito. Siamo dunque all’epoca Edo (1603-1867), il lungo periodo in cui il Giappone rimase quasi completamente isolato dal mondo esterno e in cui si formarono e consolidarono moltissimi di quegli aspetti socio-culturali che ancora oggi caratterizzano così tanto il Giappone moderno.
Nel periodo Edo, proprio a Tokyo (Edo era l’antico nome della capitale nipponica), si incomincio a diffondere un nuovo modo di preparare il sushi. Si chiamava haya-zushi, letteralmente “shushi veloce”. Non si aspettava più che il riso fermentando inacidisse ma si mescolava il riso bollito con aceto e lo si univa poi a pesce, verdure e altri ingredienti. Ancora oggi sono molto diffuse e apprezzate simili ricette giapponesi come il chirashi-zushi.

La nascita del sushi moderno

Il nigiri-zushi, ossia il sushi costituito da uno gnocchetto di riso sormontato da una fettina di pesce, nasce nel 1800, tra le tante bancarelle che vendevano cibo da strada in una già frenetica Tokyo-Edo. Il pesce che veniva scaricato nel porto di Tokyo, assieme al nori e al riso che affluiva nella capitale, venivano assemblati nei caratteristici bocconcini.
Hanaya Yohei (華屋 与兵衛), uno dei tanti gestori di bancarelle di sushi a metà ottocento, è più o meno unanimemente considerato l’inventore del nigiri.
Era ancora qualcosa di abbastanza diverso dal sushi che si consuma oggi in quanto, l’assenza di frigoriferi, richiedeva che il pesce fosse marinato in salsa di soia e sale, in modo da poter durare di più. Il wasabi veniva aggiunto per coprire eventuali sapori sgradevoli del pesce che in mancanza del ghiaccio non sempre riusciva ad essere freschissimo.
Ancora oggi in giapponese vi è il modo di dire Edo mae zushi (江戸前寿司), ossia il sushi di fronte alla baia di Edo, per indicare come il sushi sia una preparazione tipica e originaria proprio di Tokyo.

sushi history 4
sushi history 4

La diffusione del sushi

Nel 1923, un tremendo terremoto e il devastante incendio che seguì distrussero quasi completamente Tokyo. La successiva, immensa opera di ricostruzione richiamò nella capitale maestranze e manovalanze da tutto il Giappone che impararono presto ad apprezzare questo tipico piatto della cucina della capitale contribuendo alla sua diffusione a livello nazionale.
Con il dopoguerra il sushi arrivò a quella che è ancora la sua forma attuale. Per ovvie ragioni igieniche smise di essere venduto per strada e rapidamente si trasformò in un piatto di lusso.
La successiva svolta si ebbe nel 1958 quando il gestore di un ristorante di sushi, Yoshiaki Shiraishi (白石義明), nel tentativo di abbassare i costi e rendere il sushi un piatto alla portata di tutti, inventò il kaiten-zushi (回転寿司). Pare che l’dea gli venne dopo la visita a uno stabilimento della birra Asahi dove il signor Shiraishi rimase colpito da come le lattine venivano trasportate sui dei nastri convogliatori e decise di introdurre un sistema simile nel suo ristorante diOsaka, il Genroku (元禄寿司). Nel kaiten-zushi, lettaralmente sushi girevole, piattini con su il sushi vengono posizionati su un nastro trasportatore che li fa girare davanti al bancone dove siedono i clienti che possono prenderli a loro piacimento. Con questo sistema si poteva ridurre il numero di persone addette alla preparazione e al servizio, riducendo conseguentemente i costi e rendendo il sushi alla portata di tutti.
Il Genroku-sushi ebbe un successo strepitoso, tanto che il signor Shirahishi aprì rapidamente più di 250 ristoranti simili in tutto il Giappone contribuendo a far diventare il sushi un piatto sempre più diffuso e popolare. Il signor Shirahishi che nel frattempo aveva ideato una macchina per la preparazione automatica dei nigiri, è venuto a mancare nel 2001, ma il primo ristorante Genroku-sushi esiste ancora, vicino all’uscita nord delle linee Kintetsu alla stazione di Osaka.
Negli anni ’80 il Giappone è all’apice del boom economico, lanciato ormai alla conquista dei mercati internazionali, gli Stati Uniti in particolare. Contemporaneamente si assiste alla scoperta e progressiva diffusione della cultura giapponese in Occidente. Nascono i primi ristoranti giapponesi e sushi bar negli Stati Uniti, frequentati da yuppies e personaggi alla moda.
Il resto è storia recente, con la cucina giapponese e il sushi in particolare che si diffonde rapidamente in tutta Europa e nel resto del mondo, grazie anche alla sempre maggior attenzione alla salute alimentare, ai grassi e calorie.

sushi history 3
sushi history 3

 fonte:
 http://www.cucinagiapponese.net/

Come si mangia il Sushi?

Il sushi è per noi italiani il piatto più conosciuto della cucina giapponese.Ma lo sapete… come si mangia il vero Sushi?

Non è difficile. Basta seguire 5 semplici mosse
  
1. Prendete il sushi con le bacchette o con… le dita (si può, l’avreste mai detto?).

2. Immergete delicatamente il sushi nella salsa di soia, dalla parte del pesce, evitando di inzuppare il riso, (errore che tutti fanno).

3. Quando portate il sushi alla bocca, fate in modo che la lingua lambisca il boccone dalla parte del pesce.

4. Prendete il sushi dal piatto di portata girando le bacchette, in modo da non utilizzare la punta (che mettete in bocca).

5. Per dire che avete finito, riponete le bacchette parallele sulla ciotolina della soia.

Vi do però anche 6 consigli sulle cose da non fare assolutamente mentre degustate del buon sushi…

  

1. Non strofinate le bacchette tra loro per ripulirle dai residui di riso e pesce.

2. Non mangiate mezzo boccone di sushi alla volta (proprio così: dovete ingurgitarlo tutto).

3. Non mettete le foglie di zenzero sul pesce a mò di decoro (lo zenzero si mangia tra un boccone di sushi e l’altro, per preparare il palato a un altro gusto).

4. Non pucciate l’intero pezzo di sushi nella soia, come fosse un biscotto nel caffellatte.

5. Non sciogliete il wasabi nella soia. Il wasabi va messo direttamente sul sushi.

6. Non date soldi in mano allo chef, perché non può toccarli (regola valida nei sushi-bar dove a servirvi c’è direttamente lo chef). 

Ecco, ora siete pronti per gustare del Sushi senza fare brutte figure

🍣ITADAKIMASU!!!🍣

Angurie quadrate

Le angurie si producono e si consumano praticamente in tutto il mondo e tutti siamo abituati a comprarle ed a vederle in giro. Solitamente, però, le angurie hanno una forma allungata e di certo non molto regolari.

Come reagireste di fronte a delle angurie cubiche?

Già, è proprio questa la nuova stranezza che arriva direttamente dal Giappone e che sta facendo parlare il mondo intero. I giapponesi hanno studiato una tecnica per riuscire a far crescere delle angurie cubiche.

Il loro aspetto è decisamente molto particolare ma in molti ne sostengono la maggiore praticità non solo nel trasporto ma anche nella loro suddivisione in porzioni che in questo modo diventa particolarmente semplice.